Il poster scientifico “Durum Wheat Origin Authentication Using MS-eNose Volatile Fingerprinting and Chemometrics”, co-autorato da Salvatore Cervellieri, Ricercatore dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione (ISA-CNR) e colleghi dell’ISPA-CNR, dell’Università di Bari Aldo Moro, dell’Università di Parma e della Barilla G.R. F.lli SpA, ha recentemente ricevuto il premio di Best Chromatography-Related Poster Award nell’ambito della XX Conferenza Internazionale Chemometrics in Analytical Chemistry (CAC 2026), svoltasi a Tarragona (Spagna) dal 29 giugno al 3 luglio 2026.
Il lavoro affronta una problematica di grande rilevanza per il settore agroalimentare: la tracciabilità e l’autenticazione dell’origine geografica del frumento duro. Nonostante l’importanza strategica di questa materia prima, lo stato dell’arte non disponeva ancora di una metodologia rapida, non target e ad elevata capacità di screening, in grado di distinguere con robustezza il frumento duro italiano da quello di diversa provenienza geografica mediante l’analisi del volatiloma. In particolare, è stato sviluppato un workflowinnovativo ed integrato che combina il fingerprinting del volatiloma ottenuto mediante l’analisi condotta con naso elettronico accoppiato alla spettrometria di massa (HS-SPME/MS-eNose) con modelli chemiometrici avanzati. Tale approccio ha permesso di ottenere rapidamente dataset altamente informativi dei composti volatili e di classificare in maniera rapida e robusta i campioni in funzione della loro origine geografica. I modelli statistici sono stati sviluppati e validati utilizzando 441 campioni provenienti dalle principali aree mondiali di produzione del frumento duro. Inoltre, l’applicazione della metodica basata sull’analisi HS-SPME/GC-MS ha permesso di identificare i composti organici volatili correlabili con la discriminazione geografica osservata.
Il contributo del dott. Cervellieri ha riguardato lo sviluppo e l’applicazione del metodo innovativo MS-eNose nonché l’analisi del fingerprint del volatiloma del frumento duro che ha permesso di dimostrare che la stessa rappresenta una firma chimica distintiva dell’area di provenienza e che, attraverso l’impiego di tecniche chemiometriche avanzate, è possibile risalire con elevata affidabilità all’origine geografica dei campioni.
La metodologia proposta offre una strategia rapida e affidabile per la verifica dell’autenticità di origine del frumento duro, contribuendo alla tutela del mercato, delle filiere produttive e dei consumatori. Il risultato rappresenta un importante passo avanti per garantire l’autenticità di una materia prima fondamentale per l’industria agroalimentare italiana e per la valorizzazione delle produzioni di qualità.
