Il Resveratrolo del vino, un alleato naturale per la salute degli intenditori (e non solo)

La Dr.ssa Daniela Evangelista, insieme al Lab. QSCA coordinato dalla Dr.ssa Mariagrazia Volpe, ha pensato di condurre uno studio interdisciplinare sull’osservazione dell’Aglianico, vitigno autoctono diffuso in tutto il sud Italia e, nello specifico, del biotipo Taurasi, dove il Resveratrolo si esprime con interessanti concentrazioni. In particolare, l’analisi dei campioni di vino osservati durante il 2022, mediante FTIR-ATR ha evidenziato cambiamenti significativi di alcune bande relative ai gruppi fenolici e antocianici nel corso dell’invecchiamento.  Parallelamente i risultati ottenuti mediante HPLC-UV hanno mostrato una maggiore concentrazione di alcuni acidi fenolici (acido gallico) e degli stilbeni (Resveratrolo) nei campioni di vino più invecchiati nonché una diminuzione della concentrazione dell’acido 5-O-caffeoilchinico e dei derivati della malvidina e cianidina tra gli antociani.  In conclusione, osservando nel tempo la risposta del vino Taurasi, si ritiene che possa essere possibile, mediante anche l’utilizzo di consolidate tecniche di Machine Learning, costruire un modello in grado di restituire un trend di quanto questo prestigioso vino rosso, durante la fase d’invecchiamento, raggiunga il miglior profilo di Resveratrolo. Difatti, i risultati preliminari di questo studio pilota, condotto su questa specifica varietà, sono in buon accordo con i dati già pubblicati in letteratura e suggeriscono che l’assunzione di questo fenolo, con la dieta, riuscirebbe ad inibire la sintesi di alcuni fattori infiammatori. Questi contribuiscono alla generazione di patologie cardiovascolari, quali infarto del miocardio e ictus che spesso si verificano in associazione con malattie infiammatorie croniche.

L’Articolo è stato pubblicato su BLab magazine

 Anno 3 · Numero 4 · Dicembre 2023 · Editore Bonassisa Lab SpA · Periodico di sicurezza alimentare 

 

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